Il cappello di ELY.B. ELEONORA BRUNO è un compagno di viaggio

Credo che creare un cappello non sia un’impresa facile. Il cappello è un accessorio impegnativo, sofisticato, storico, immortale.
Johnny Depp ne sa qualcosa tanto quanto il pubblico delle corse di Ascot, sovrastato da cappelli a dir poco stravaganti dove l’oversize diventa un aggettivo alquanto riduttivo. Sempre Mr. Depp indossa un cilindro nel film “La fabbrica di cioccolato” e in Mad Men direi che è fondamentale (cosa sarebbe Don Draper senza il suo cappello?).
Di feltro quello di Bogart in Casablanca e nel film “The Black Dahlia” di Brian De Palma. Iconici quelli di Borsalino, ecosostenibili quelli di Kreisicouture.
Arrivano i nuovi talenti, quelli che piacciono a me, e diventano fondamentali come la temperatura londinese per i viaggiatori che non sopportano il caldo.
Lei è ELY.B. Eleonora Bruno che non ama l’omologazione, lei che crea pezzi unici. Ho scelto questo capolavoro per cabinarmadio, una scelta istintiva.

ELY.B. ELEONORA BRUNO cappelloELY.B. ELEONORA BRUNO cappelli foto di Vogue.it

Quei fiori mi ricordano, non chiedetemi perché, la festa di Mezza Estate svedese nonché l’evento nazionale più importante di tutta la Svezia. Per l’occasione, gli svedesi hanno i capelli raccolti in una corona di sette fiori diversi. Ecco perché mi piace ELY.B.: mi porta lontano.
Valinautoironica

TAGS